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Kuni's

Ebbe tutto inizio in un piccolo bar. Si trattava del Kuni’s Cafe di una piccola città nel cuore delle Midlands inglesi, terre desolate ed inospitali. La moderna locanda era decorata a colori vivaci e ricoperta di poster di vecchi film, non troppo famosi, ma nemmeno particolarmente apprezzati dalla critica. Il reboot animato del Grinch, il reboot di Scooby-doo, l’ennesimo, qualche film d’azione e qualche comico, non abbastanza divertente da poter diventare “quel film che riguardi”. La clientela vivace, di un’età media ben inferiore all’età minima per guidare, era impegnata in conversazioni di stampo politico, filosofico ed antropologico nel mentre che i pesanti ceppi del grosso camino in fondo al locale scoppiettavano allegramente. L’aria profumata, permeata dall’odore di waffle appena preparati, passava rapidamente dalla bocca ai polmoni dei giovani clienti che, da alcuni minuti avevano alzato i toni di una discussione cominciata diversi secoli orsono.
- La vostra opinione è a dir poco ridicola! - esordì una ragazzina nell’età delle scuole elementari.
- Il pensiero Hegeliano avrà certamente influenzato molti, ma molti di questi erano sicuramente nulla più di semplici sciocchi! Solamente un viziato ed un lestofante appoggerebbe sciocchezza quale affermate. -
I capelli rosa e scompigliati della ragazzina sembravano fluttuare alla durezza di quelle parole mentre grandi gocce salivari abbandonavano la sua bocca e, sempre più visibilmente, il rossore dovuto allo sforzo faticava a nascondere le grandi vene rigonfie sul collo e sulla fronte.
- Se davvero desiderate l’opinione di un grand’uomo, vi converrà leggere di Sir Karl Heinrich Marx! Che affermava che il cambiamento è solamente possibile influenzando il mondo con le proprie azioni, e non con i propri sentimenti e vizi! -.
Nel mentre che la ragazzina riprendeva fiato, il giovane che aveva scaturita quell’intera discussione spostò il cappello da cowboy che gli copriva il viso con l’ausilio di un solo dito indice ed alzò i piedi e li appoggiò sul tavolo all’interno di un piatto di minestra.
- Le consiglio di abbassare il tono di voce, signorina! Il vecchio Marx non valeva quanto l’unghia sporca ed incarnita del grande Georg Wilhelm Friedrich Hegel! È sicuramente troppo giovane per comprendere, ma il vero cambiamento si ottiene solamente se si è disposti a cambiare se stessi per primi. Non è cosa, vi dico, non è cosa! Di agire sul tragitto che il veicolo compie senza aver prima agito sui vizi del pilota! -.
Il giovane trascinò via i piedi dalla minestra, spaccando il piatto a terra, mentre la ragazzina lo prese per il colletto ed attaccò a guardarlo negli occhi con una rabbia violenta e piena di tensione. Insieme si staccarono l’uno dall’altra, prendendo a scaraventare sedie contro i muri e rovesciando tavoli. Lei lanciò un piatto di purea di patate ad un cameriere mentre lui prendeva a baciare appassionatamente la locandiera interdetta e sconvolta. infine, una volta che tutti gli altri clienti furono scappati via e le sirene della gendarmeria del paese si sentirono in lontananza, le due parti si guardarono negli occhi, con i vestiti in brandelli ed il fiato corto. Una delle luci si staccò dal soffitto e cadde in fondo alla sala. Un uomo, l’ultimo rimasto, fece un piccolo applauso e tornò a sorseggiare rumorosamente da un piatto di pastina in brodo. Quell’uomo era Adolf Hitler.