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Mani

La notte aveva preso il sopravvento sul cielo notturno da non più di un’ora e gli ultimi bagliori crepuscolari proseguirono la loro lenta e costante discesa all’orizzonte. Era una scena davvero silenziosa, come lo fu anche la prima volta.
- Li senti i grilli?
- No.
- Già, nemmeno io.
- Però sento il vento.
E in effetti solamente la brezza fresca parlava oltre ai ragazzi.
- Pensi ce l’abbia con noi?
- Perché dovrebbe?
- Non ti sto chiedendo se sia arrabbiato con noi.
Intende dirci qualcosa, secondo te?
Si trovavano su una panchina in un parco deserto, sotto uno dei pochi lampioni funzionanti, di fronte a un pino non più alto di una villetta a schiera, ma largo almeno quanto il signor Brusati, il prof di chimica. Il signor Brusati era un uomo di sostanza, certamente più robusto della media degli uomini.
- Non credo stia parlando con noi. Noi non veniamo qui così spesso, ma lui sicuramente sì. Magari discute con quell’albero fino a notte fonda e poi si corica e diventa nebbia.
- Magari il vento è donna e viene qui per fare l’amore con l’albero.
Lo fanno fino al mattino, tanto che il giorno seguente il pino ha ancora addosso tutta la rugiada del vento!
- Perchè dici che è il vento ad essere donna e non l’albero?
- Perchè l’albero mi ricorda il prof. Brusati.
Si dicevano tante cose sul conto del signor Brusati in quel periodo e non cattiverie o parole a discapito. Solo… cose. Sua moglie diceva spesso che il suo era un uomo “Florido” e che la sostanza è segno di ricchezza. I suoi studenti, invece, spesso giocavano a interrogarsi a vicenda sull’età alla quale avesse perso la facoltà di vedersi il pene. Ma infondo il signor brusati era un brav’uomo.
- Secondo me sarebbero una bella coppia. Lei che gli accarezza le chiome e lui che ne gode fino al mattino. Un po’ come noi.
I due si trovavano sulla panchina da diverse ore ormai. Lei seduta e lui sdraiato e con la testa sulle sue cosce. Delle due coppie di mani presenti, ben poche non erano indaffarate in qualcosa. Che si trattasse di accarezzarsi i capelli a vicenda o a salirsi in viso e a sfiorarsi le labbra coi polpastrelli o ancora a solleticarsi a vicenda con la sola punta delle unghie. Un po’ come faceva il signor Brusati con i suoi 2 gatti, il persiano e “topo pelato”. Il topo pelato, a discapito del suo nomignolo, era l’animale preferito del signor Brusati che, data e considerata la sua mano piuttosto pesante, è finito con lo strappare via tutti i peli dalla testa del gatto nel corso degli anni, nel goffo tentativo di accarezzarlo. Anche tra i gatti si dicevano diverse cose sul conto del signor Brusati. Il persiano si chiedeva di quante lattine di tonno si fosse cibato in vita sua e il topo rispondeva, almeno 1000 per ognuna delle sue 7 vite.
- Per me sarebbero una pessima coppia, invece. Hanno nature diverse e non sono fatti per esistere l’uno per l’altro.
E si voltò a pancia in giù, affondando la faccia tra le cosce di lei. Il vento proseguì quindi nella sua parlata ininterrotta con l’albero, accompagnato dall’indaffarato movimento di due paia di mani. Erano due coppie piuttosto strane quelle mani, veramente bizzarre.
- Se tu avessi un fratello gemello, vi sposereste mai con due ragazze che sono sorelle gemelle?
- Credo di no.
- Perchè?
- Perchè due di noi finirebbero per divorziare. Guarda le nostre mani ad esempio: Due di loro non si staccano da ore. Le altre due vanno in giro al solo scopo di farsi piacere a vicenda. Dita tra i capelli, unghie sulle labbra, sulla pelle e non si toccano quasi mai. La prima coppia di gemelli finirebbe per litigare, per dire che ciò che hanno non è autentico, ma è qui che sbagliano. Anche non staccarsi l’uno dall’altro per ore è una forma d’amore.
- Sei profondo stasera.
- Sai cos’altro è profondo?
- Il signor Brusati.
- Mamma mia, sì!
La luna dava uno strano colorito al pino, una sorta di bianco sporco, come muffa cresciuta dentro a un camino. I due ragazzi ridevano e si coccolavano, si volevano bene e contemplavano il loro amore e l’amore del vento per l’albero e quello delle mani l’una per l’altra. Si chiedevano quanto grande fosse il mondo rispetto a loro e quanti “signor Brusati” potessero stare in una smart. Lui disse 0,7. Lei concluse con 0,69.
Infine sorse l’alba.