Chi sono? Per quale ragione provo il bisogno di esprimere? Di esprimere qualcosa di specificamente mio e riconducibile al mio lavoro, al mio viaggio. Ma forse è meglio evitare la parola "perché" e concentrarsi sul “cosa”. “Cosa” desidero esprimere? Una conglomerato del mio essere? Delle mie emozioni? Del mio vissuto? Mi soffermo sul vissuto. Che cosa ho vissuto? Ho trascorso eoni, decine di miliardi di anni in luoghi tanto desolati quanto prosperi e ricchi di vita. Sono stato rapito, ma io stesso ho poi spodestato i miei rapitori. Questa è una storia che ho raccontato mille volte. Di quando sparii e tornai vittorioso, reduce di un lungo cammino. Non ho mai, tuttavia, trovato un modo per condividere con altri le sensazioni che provo. Penso che sarebbe un buon obiettivo farlo. Come si condivide una sensazione? A parole? Forse. Mi sbilancio nel dire che un possibile modo sarebbe diventando un narratore abbastanza capace nel suo ruolo da essere in grado di annichilire la fabbrica stessa della realtà. Un operatore che manipola e modifica l’universo circostante per farne apparire un altro. E questo nuovo universo è lo specchio della mia mente e sarà in grado di tenere per sé chiunque vorrà, per il tempo che lo desidera. Il mio nome sarà nessuno ed il mio dominio la più grande e maestosa rete di coscienze.
Gennaio 2026